Storia del NIPPON KEMPO

Ovunque vi sia storia dell’umanità vi è sempre anche una storia di combattimenti corpo a corpo.
La caccia, ovvero la lotta con animali pericolosi, si può considerare la prima, iniziale forma di tecnica militare.
Con riferimento ai fatti storici riportati con esattezza in occidente sono conservate in Egitto pitture murali, risalenti al 2500 a.C., in cui sono rappresentati guerrieri che si esercitano in combattimenti a mani nude o con bastoni.
Nell’antica Olimpia vi erano discipline come il pugilismo e la lotta libera, in cui si davano colpi con le mani nude e con i piedi, e una disciplina risultata dell’unione delle due, nota con il nome di panklation. Quest’ultima fu adottata verso il 700 a.C. come disciplina olimpica per i giovani ma, data la sua pericolosità (le regole permettevano tutto tranne dare morsi e colpire agli occhi), fu abolita dopo una sola edizione.
Anche il noto filosofo Platone si distinse come campione di pugilismo ad Olimpia. Lo stesso nome Platone e’ un soprannome che significa spalle ampie.
Per quel che riguarda l’oriente, all’interno della storia cinese, che copre più di 5000 anni, esiste ovviamente una storia di combattimenti corpo a corpo. Il dato più degno di nota e’ che arakan-ken, l’esercizio per fortificare lo spirito e la mente che Darma, il fondatore della setta Zen, faceva fare ai suoi discepoli del Tempio Shorin, si diffuse su tutto il territorio della Cina con il nome di Kempo cinese, assunse forme diverse secondo la regione e rinacque modificato in Giappone nel 1947 con il nome di Shorin Ji Kempo (Kempo del Tempio Shorin).
Darma era un monaco buddista che giunse in Cina dall’India perciò i principi del Kempo da lui diffuso erano già presenti in India in epoche anteriori.
In Giappone, fra il 300 e il 500 d.C., nei testi in cui si fa ancora riferimento al Giappone come «Il Paese degli Dei», si parla di un tipo di combattimento corpo a corpo definito Sumai che in giapponese antico significa «sferrare colpi con i piedi e con le mani». Il Sumai si svolgeva all’interno di uno spazio delimitato da quattro colonne fra loro unite da una corda, forma simile al ring del pugilato moderno.
Nel 700 sono aboliti calci e pugni da questo pericoloso combattimento corpo a corpo e nasce la versione odierna del Sumo. Gli ideogrammi tuttora utilizzati per il termine Sumo significano «colpire l’avversario».
Il 1868 e’ l’anno della Restaurazione Meiji: l’isolamento del paese (sakoku) si e’ ormai concluso così come giunge al termine l’epoca dei samurai e il Giappone comincia ad introdurre in maniera energica elementi delle culture occidentali. Cominciano ad emergere e a diffondersi movimenti che trasformano gli antichi combattimenti corpo a corpo giapponesi in discipline di educazione fisica o sportive.
Agli inizi del 1900 Jigoro Kano (1860-1938) introdusse lo Judo nel Kodokan e lo suddivise in dan, cosa che poi ispirò anche altre discipline analoghe.
Nel 1922 Gichin Funakoshi giunse a Tokyo da Okinawa e diffuse il Karate.
In questa cornice Masaru Muneomi Sawayama (1906-1977), il padre del Nippon Kempo, osservò che dal Judo erano stati aboliti movimenti rischiosi come tsuki (pugni) e keri (calci) e che il karate si concentrava più sulle kata (forme) senza essere un vero e proprio combattimento.
Cominciò quindi a pensare a come ottenere un tipo di combattimento reale nel quale però non vi fossero pericoli. Il risultato della sua ricerca fu un tipo di combattimento corpo a corpo in cui la presenza di una protezione permetteva il mantenimento di tecniche (waza) come tsuki, keri, nage e gyaku.
Nel 1932 questo tipo di combattimento assunse il nome di Nippon Kempo.
Nella lunga storia dei combattimenti a mani nude l’introduzione di una protezione per il corpo rappresentò una vera e propria svolta.
Nel 1936 ad Osaka, si tenne il primo torneo di Nippon Kempo fra gli studenti dell’Università Kansai e quelli dell’Università Kuansei Gakuin.
Nel 1953 Ryonosuke Mori, discepolo di Sawayama, favorì la diffusione del Nippon Kempo nella zona di Tokyo e attualmente il Giappone vanta, soprattutto nelle tre città principali (Osaka, Tokyo, Nagoya), la presenza di circa 100 università, 50 scuole superiori e più di 100 centri in cui si pratica questa disciplina.
Accanto a queste, inoltre, il Corpo di Autodifesa (jieitai), il Corpo di Polizia e tanti altri, fanno parte delle circa 30.000 persone che attualmente praticano il Nippon Kempo.
Oltre al Giappone, per primo il Messico nel 1970, seguito da Italia, Francia, Inghilterra e Stati Uniti hanno assistito alla nascita di federazioni ufficiali.
Le arti marziali orientali, fra cui anche il Nippon Kempo, utilizzano nei loro nomi gli ideogrammi «ho»oppure «do» che significano rispettivamente «legge, modo» e «via, strada».
Lo scopo finale nel processo di sviluppo della forza fisica e dell’approfondimento della tecnica è la nobilitazione della natura umana alla cui base vi sono la riconoscenza e il rispetto degli altri.

  
Diffusione ed organizzazione nel mondo e in Italia
 
Il Nippon Kempo è presente nel mondo con le seguenti federazioni:
- Nippon Kempo KAI, Osaka (Giappone);
- Nippon Kempo RENMEI, Tokyo (Giappone);
- Nippon Kempo KYOKAI, Tokyo (Giappone);
- Nippon Kempo MEXICO, Città del Messico;
- Association of Nippon Kempo U.K., Londra (Inghilterra);
- Association Nippon Kempo France, Saint Die (Francia);
- American Association of Nippon Kempo, Los Angeles (USA);
- Associazione Italiana Nippon Kempo, Gallarate, Varese (Italia).

Le sopra citate federazioni sono in continuo contatto, lavorando e collaborando per la divulgazione di questa disciplina.
In Italia il Nippon Kempo approda negli anni ’70 grazie alla conoscenza personale del Maestro Armando Santambrogio di atleti internazionali.
Alla fine degli anni ’70 il Maestro Santambrogio, dopo aver già insegnato le prime nozioni dell’Arte marziale, ospitava per alcuni mesi nella sua palestra di Gallarate (Fuji Yama) il Maestro Toshio Koike.
Dopo di lui un altro Maestro, Hicoichi Tokumitsu, affiancato dallo stesso M. Santambrogio, consolidava l’insegnamento del Nippon Kempo affinando il livello tecnico nei kata e nel combattimento.
Nel 1982 il M. Santambrogio decise di dar vita ad un’associazione con l’ausilio delle prime cinture nere da lui formate.
Dopo circa un anno nasceva l’AINK (Associazione Italiana Nippon Kempo) con regolare atto costitutivo e statuto, registrato il 2 luglio 1986.
Il primo consiglio direttivo era cosi’ composto:
- Presidente               Sig. Santambrogio Armando;
- Vice presidente        Sig. Gnocchi Franco;
- Direttore Tecnico    Sig. Sinigaglia Daniele;
- Segretaria               Sig.ra Vanetti Ileana;
- Economa                 Sig.ra Binetti Idalia;
- Consiglieri              Sig.ri Benatti Nestore, Cappai Giorgio, Sanguin Marco, Destro     
                                            Daniele, Bagnaschi Bernardino, Stefanuto Giovanni.
Una citazione particolare merita di essere fatta per due persone che hanno avuto molta importanza nella diffusione del Nippon Kempo.
La prima e’ per il Maestro Sinigaglia Daniele il quale per molti anni ha operato come direttore tecnico e organizzatore nell’AINK.
La seconda e’ per il Maestro Guccione Giovanni, il quale ha contribuito anch’egli in modo lodevole all’insegnamento del Nippon Kempo ed ha ricoperto la carica di direttore tecnico, entrando nel Consiglio Direttivo della Federazione nell’anno 1989, succedendo al Maestro Sinigaglia.
I segnali dell’avvenuta affermazione del Nippon Kempo, nel panorama sportivo italiano, si sono notati anche grazie a menzioni in articoli e servizi su giornali e riviste di settore quali SAMURAI, Varese Sport ed anche attraverso apparizioni televisive.
Fra queste sono state molto apprezzate dal pubblico le manifestazioni riprese e trasmesse da Antenna 3 Lombardia, Rai International ed Italia 1.
La Federazione giapponese NIPPON KEMPO RENMEI di Tokyo, avallata dalla Federazione NIPPON KEMPO KAI di Osaka, visto l’alto e pregevole livello tecnico raggiunto dagli atleti italiani, da la facoltà alla commissione tecnica dell’AINK di promuovere, con regolare diploma giapponese, e far compiere i passaggi di dan, anche agli atleti che non si sono recati in Giappone.


Spirito e valori della disciplina

Il Nippon Kempo è un’arte marziale che, nonostante la sua modernità,
conserva lo spirito ed i valori delle antiche forme di combattimento dei samurai.
Il saluto e’ parte fondamentale del Nippon Kempo.
Il REI (KEIRAI = saluto, inchino) è fatto ogni volta all’inizio e alla fine di ogni lezione, tutte le volte che si comincia o si finisce un esercizio o un kata ed è un’espressione di rispetto, cortesia, umiltà e educazione.
Ha il compito fondamentale di vincere la prima lotta, quella contro se stessi.
Non meno importante e’ un altro gesto, di antiche origini, ed e’ il MOKUSO, la meditazione taciturna (qualche decina di secondi o più) che ha luogo all’inizio e alla fine di ogni lezione ed ha il compito fondamentale di lasciare all’esterno del Dojo tutto ciò che potrebbe impedire una buona lezione.
Nel Dojo si entra scalzi dopo aver lasciato le proprie calzature in bell’ordine, disposte con la punta verso l’uscita; si passa la soglia con il piede sinistro entrando, col piede destro all’uscita, ed entrati si esegue il saluto con l’inchino.
Questo ha la funzione di marcare il passaggio interiore da un’attitudine mentale ad un'altra, solo cosi’ si può imparare meglio.
Il Nippon Kempo e’ un’arte marziale composta da KATA (forma) e KUMITE o SHIAI (combattimento): e’ indispensabile praticare entrambe queste due cose per arrivare ad un livello accettabile di conoscenza.
I KATA sono un modello, una forma ben precisa da seguire, in quasi tutte le arti marziali sono praticati, e sono il compendio dei movimenti più importanti del Nippon Kempo.
Si pratica singolarmente, a coppie, a tre e quattro persone e sono imparati in ordine progressivo secondo la loro difficoltà.
Un KATA e’ una forma di allenamento molto importante, rigorosa e codificata per poter trasmettere di generazione in generazione la tecnica, lo spirito e gli scopi del Nippon Kempo.
I KATA riassumono al loro interno tecniche di SHINTAI (spostamenti), ATEMI (colpi), KUMI (prese), UKETE (parate), NAGE WAZA (proiezioni) e KANSEZU WAZA (leve o lussazioni).
I KATA sono ottimi esercizi per il fisico ma non solo, sono un insieme di rapidità e precisione e tendono alla ricerca della perfezione gestuale e sono l’anima del Nippon Kempo.
Solo il combattimento non forma un buon allievo.
In ogni lezione qualcosa del KATA deve passare allo SHIAI (posizione, respirazione, armonia, distanza e velocità) e viceversa dallo SHIAI ai KATA (decisione, potenza, tempo e continuità dell’azione).
Nei KATA come nei KUMITE bisogna muoversi con fluidità e potenza, muovendosi velocemente ed armoniosamente.
Il NIPPON KEMPO è una pratica pura ed originale per penetrare a fondo gli aspetti fisici, mentali e spirituali delle arti marziali, alla cui base vi sono la riconoscenza ed il rispetto degli altri.
Uomini e donne che attraverso l’esercizio raggiungeranno la forza dello spirito e della mente non utilizzeranno le tecniche apprese a fini aggressivi.



Regolamenti e strategie


L’AINK (Associazione Italiana Nippon Kempo) ha un suo regolamento, redatto nella sua ultima versione nel 2001.
Le cariche, conferite dall’assemblea dei soci con votazione, sono le seguenti:
- Presidente
- Direttore tecnico
- Presidente di giuria
- Arbitro generale
- Giudice sportivo
- Segretario
Una volta elette, le stesse, nominano la Commissione Tecnica, la Commissione d’Esame e la Commissione Arbitrale.
Le cariche durano due anni, salvo casi di dimissione, di revoca da parte del consiglio direttivo o di decadenza delle stesse.
Il Presidente è il maggior organo dell’Associazione, presiede il Consiglio Direttivo ed è responsabile di tutte le attività svolte in seno all’associazione.
Il Direttore Tecnico è il responsabile della tecnica e a lui compete tutto ciò che la riguarda, indice e tiene corsi di aggiornamento e di formazione per gli Insegnanti Tecnici.
Il Presidente di Giuria coordina ed è responsabile di tutto ciò che riguarda le competizioni.
L’Arbitro Generale (o Capo Arbitro) presiede la Commissione Arbitrale, indice e tiene corsi di formazione e aggiornamento per Arbitri ed Aspiranti Arbitri ed è responsabile dell’applicazione tecnica e morale del regolamento durante le gare.
Il Giudice Sportivo decide su tutte le infrazioni disciplinari segnalate dal Consiglio Direttivo. Ha la facoltà di svolgere ulteriori atti istruttori in aggiunta a quelli del Consiglio ed ha la possibilità di procedere autonomamente se non condivide le richieste formulate dal Direttivo.
Il Segretario tiene la contabilità dell’Associazione, presiede alle riunioni curando la stesura dei verbali e la loro conservazione.
Con la frequentazione di appositi corsi e il superamento di esami severi si possono ottenere diverse qualifiche: Allenatore, Istruttore ed Arbitro. L’unico riconoscimento ottenibile senza esami è quello di Maestro, ed è esclusivo potere della commissione tecnica poterlo assegnare.
Per gli allievi sono previsti degli esami per il passaggio di grado e per ogni livello e’ previsto un minimo di ore di pratica (non cumulabili) per poter ottenere l’attestato:
da cintura bianca a gialla          45 ore di lezione;
da cintura gialla ad arancio      45 ore di lezione;
da cintura arancio a verde        60 ore di lezione;
da cintura verde a blu               60 ore di lezione;
da cintura blu a marrone          90 ore di lezione;
Ogni Istruttore può esaminare i propri allievi fino al grado di 1°kyu (cintura marrone) mentre per l’assegnazione dal 1° al 3° dan (cintura nera) o l’attestato di Istruttore è prevista un’apposita riunione della Commissione Tecnica.
Per essere ammessi a tali esami è necessario possedere i seguenti requisiti:
-per 1°dan : aver compiuto il 18° anno di età ed avere all’attivo almeno 150 ore di lezione (un anno dopo la cintura marrone);
-per 2°dan : essere 1°dan da almeno due anni ed aver compiuto 21 anni;
-per 3°dan : essere 2°dan da almeno quattro anni  ed aver compiuto 26 anni;
-per 4°dan : essere 3° dan da almeno cinque anni ed aver compiuto 32 anni.
Dal quarto dan in poi i gradi vengono rilasciati senza esami dalla Commissione Tecnica.
Essendoci la possibilità di ottenere gradi anche per meriti agonistici (nelle gare) il massimo grado ottenibile nelle competizioni e il 3°dan.


Impianti, abbigliamento e attrezzature


La stragrande maggioranza delle palestre dove si pratica il Nippon Kempo e ubicata nelle provincie di Varese, Como e Milano, ed esistono alcune scuole anche a Roma.
E’ necessaria una materassina (TATAMI) simile o uguale a quella dello Judo per permettere, oltre che il combattimento in piedi, anche le proiezioni ed il combattimento a terra. Infatti la particolarità del Nippon Kempo e’ quella di essere un combattimento totale: pungi, calci, leve, ginocchiate e proiezioni in piedi e pugni, leve e ginocchiate anche a terra, con l’ausilio di speciali protezioni (corazze).
Le corazze sono composte da una maschera con griglia metallica di protezione per il viso, molto ben imbottita nella parte a contatto con la testa e trattenuta mediante delle resistenti corde.
E’ necessario indossare anche un cappellino o un asciugamano sulla testa ed un drappo (di colore bianco) sul mento per poter avere una perfetta protezione del capo e rendere innocui colpi altrimenti pericolosi.
Il corpo e’ protetto da un corazza imbottita, legata al corpo saldamente ma non in maniera da impedire la piena mobilita’ del tronco, contiene al suo interno uno scudo di plexiglas o materiale metallico flessibile ed e’ rivestita di pelle nella parte esposta ai colpi.
Per proteggere le mani s’indossano guantoni da boxe e le gambe sono protette da paratibie e scarpette che permettono di colpire in maniera potente anche tramite i calci.
Per ultima, ma non meno importante, s’indossa una conchiglia per proteggere i genitali, anch’essa imbottita e legata tramite corde alla vita.
Il Nippon Kempo si pratica nel DOJO (DO = via; JO = luogo), “il luogo dove viene praticata la Via”: uno spazio non dove ci si allena ma un luogo sacro che anticamente veniva chiamato “spazio dell’illuminazione”.
Il concetto di DOJO proviene dal Buddismo e, nel Giappone dei Samurai, indicava il luogo dell’isolamento e della meditazione. Più tardi cambiò significato e venne usato per indicare il luogo dove vengono esercitate le arti marziali.
Il Nippon Kempo si pratica con un kimono specifico, il KEMPOGI (GI = bianco), composto da una giacca (UWAGI) e da un paio di pantaloni (ZUBON) di cotone bianco e da una cintura (OBI) il cui colore indica il grado del praticante.
La successione dei gradi e’ divisa in KYU e DAN come quasi tutte le arti marziali giapponesi.



Caratteristiche delle gare

Si possono praticare competizioni sia di Kata sia di Shiai ed è sempre obbligatorio l’uso del Kempogi, di colore bianco con le maniche lunghe fino ai polsi ed i pantaloni lunghi fino alle caviglie.
Lo stesso deve essere di buon aspetto, inodore e di buona resistenza e non sono ammesse altre divise, pena la squalifica.
Le corazze, nelle gare di Shiai, devono essere del tipo riconosciuto dall’AINK, complete di maschera, piastra, conchiglia e guanti da 8-10-12 once di colore nero.
Per le cinture colorate sono obbligatori paratibie lunghi che coprano anche i piedi.
Le protezioni e gli indumenti di gara devono essere di colore bianco o prevalentemente bianco e non sono ammesse protezioni rigide (oltre alla corazza).
Nelle gare di kata e’ necessario disporre di una materassina che abbia almeno misure di mt. 8x8 ed uno spessore di cm. 3 come minimo.
A questo tipo di competizione è ammessa la partecipazione senza limiti d’età.
Gli atleti eseguono sempre almeno due kata e solo un terzo in caso parità.
Il vincitore è decretato in base alla somma del punteggio che i tre arbitri assegnano, moltiplicato per un coefficiente di difficoltà stabilito dalla Commissione Tecnica.
Alle gare di SHIAI possono partecipare atleti che abbiano raggiunto la maggiore età, di sesso sia maschile sia femminile (non assieme ma in competizioni separate) e non abbiano compiuto i 36 anni.
Si possono svolgere competizioni sia a squadre sia individuali.
Nel caso di gare individuali si possono avere competizioni con o senza limiti di peso e la tipologia classica e’ definita SANBON SHOBU.
In essa il combattimento dura tre minuti e l’incontro, oltre che in casi d’irregolarità o infortunio, è interrotto quando uno dei due atleti si aggiudica due IPPON.
Nel caso di gare a squadre il numero degli atleti può variare da un minimo di quattro ad un massimo di dodici persone e la vittoria si assegna al gruppo che colleziona il maggior numero di ippon nel tempo stabilito per la competizione (da 10 a 45 minuti).


Tecnica e allenamento

L’allenamento non richiede particolari doti fisiche ma soltanto buona volontà e voglia di imparare.
Lo svolgimento delle sedute di lezione e’ mediamente di circa un ora e mezza per due o massimo tre volte la settimana per i non agonisti.
Per gli atleti che praticano gare di SHIAI sono previsti allenamenti supplementari organizzati di volta in volta secondo le necessita’.
Molto importante e’ il riscaldamento e la pratica dello stretching come fase preparatoria all’allenamento vero e proprio che si svolge prediligendo lo studio delle tecniche, ripetute da soli o a coppie.
Viene evitato, per motivi di sicurezza, il combattimento senza protezioni fra gli allievi principianti.
Nel caso di atleti esperti c’è la possibilità di provare le tecniche con il metodo dello “sparring condizionato” o addirittura provare realmente le nozioni imparate vestendo direttamente la corazza protettiva.



Le grandi manifestazioni

La più importante manifestazione a livello mondiale e’ il “Nippon Kempo International Championship Tournament” che viene disputata a Tokyo, ogni anno, da circa tre decenni.
Dal 1998 si svolgono, ogni due anni, i “Campionati Europei FENKA” arrivati alla terza edizione.
Una menzione particolare va fatta per il “Trofeo Nestore Benatti alla memoria”.
Arrivati alla 11a edizione, ogni anno raggruppa i migliori atleti italiani e viene organizzato in ricordo di Nestore Benatti, ottima cintura nera 3° dan, deceduto insieme alla sua famiglia, a 36 anni, nel 1989 per esalazioni di ossido di carbonio.
Nel 2003 e’ prevista una gara intercontinentale a Sainte Margarite in Francia.




Terminologia essenziale

TSUKI = pugni
KERI = calci
KAMAE = posizione di guardia
SHINTAI = spostamenti
UKETE = parate
UKEMI = cadute
KATA = forma
NAGE WAZA = tecniche di proiezione
KANSETSU WAZA = tecniche di lussazione
ASHI = piede
MAE = avanti
USHIRO = indietro
KOSHI = anca
TE = mani
HIZA = ginocchio
O = grande
KO = piccolo
DO = via



Brevi biografie


Maestro FRANCO GNOCCHI:  nato il 7 maggio 1945 è il maggior rappresentante del Nippon Kempo in Italia, essendo stato insignito del 6° dan direttamente dalle federazioni giapponesi.
Ha ottenuto il 1° dan nel 1983, il 2° nel 1986, il 3° nel 1987 ed il 4° nel 1989.
Nel 1994 ha ricevuto direttamente il 6° dan e nel 2003 il 7° ,per meriti internazionali, avendo contribuito alla diffusione dell’arte marziale non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa, soprattutto in Francia.
Ha sempre operato ai vertici dell’AINK, dapprima come vicepresidente, poi nel 1986 come presidente.
Nel 1992 lascia la presidenza per motivi personali, ma rimane a presiedere la Commissione d’esame, per poi venire rieletto nel 2002.
Ha il merito di aver saputo compiere, e compie tuttora, un ottimo lavoro di coordinamento tra i vari dirigenti ed atleti ed ha sempre posto molta attenzione al settore tecnico, creando un ambiente dove lealtà e marzialità primeggiano su ogni altra cosa.
Accompagna regolarmente alle competizioni internazionali gli atleti selezionati ed e’ sempre presente in prima persona ad ogni manifestazione di Nippon Kempo.
Il campionato mondiale che si svolge in Giappone lo ha visto presente nove volte.
Mantiene costantemente i contatti con tutte le federazioni internazionali di Nippon Kempo esistenti compiendo una seria ed importantissima divulgazione dell’Arte Marziale.


Maestro DARIO BRUSAFERRI: nato il 2 maggio 1954, ha iniziato a praticare il Nippon Kempo nel 1975.
Nel 1980 ottiene il 1° dan, nel 1983 il 2° dan e nel 1989 diviene istruttore.
Nel 1992 gli vengono attribuiti il 3° dan, la qualifica di Maestro e viene eletto presidente dell’AINK rimanendo in carica fino al 2001.
Nel 1994 la federazione giapponese gli riconosce direttamente il 5° dan.
Nel 2004 la federazione Italiana Nippon Kempo gli riconosce il 6° dan.
Con la collaborazione delle federazioni italiane, francesi ed inglesi e’ uno dei fondatori della FENKA (Federation European Nippon Kempo Association).
E’ attualmente il vice Presidente della federazione e membro della commissione tecnica.

Maestro GIOVANNI STEFANUTO: nasce a Busto Arsizio (VA) il 2 aprile 1960 ed inizia la pratica del Nippon Kempo nel 1978.
Ha conseguito il 1° dan e la qualifica di allenatore nel 1982.
Nel 1984 consegue il 2° dan, diviene Istruttore e si classifica secondo ai campionati italiani.
Nel 1989 ha il 3° dan e diventa Capo Arbitro.
Nel 1992 è Presidente di Giuria.
Nel 1996 prende il 4° dan e viene eletto Direttore Tecnico.
Nel 2000 viene insignito della carica di Maestro.
Nello stesso anno si reca in Giappone per uno stage di aggiornamento e la federazione giapponese Nippon Kempo Renmei/Kai gli conferisce il 5° dan e nel 2004 l'AINK gli riconosce il 6° dan.


GIULIANO CORSO: nato il 27 settembre 1962, nel 1985 scopre il Nippon Kempo seguendo gli insegnamenti del Maestro Sinigaglia Daniele ed inizia la sua attività in quest’affascinante arte marziale che a tutt’oggi lo vede fra i massimi esperti.
Ottiene il 1° dan nel 1987, dopo soli due anni dall’inizio dell’attività.
Nel 1992 viene insignito del 2° dan ed ottiene la qualifica di istruttore e di arbitro.
Nel 1997 ottiene il 3° dan.
Nel 2001 gli viene assegnato, dalla Commissione Tecnica, il 4° dan per aver contribuito in maniera meritevole alla crescita del Nippon Kempo e nel 2004 la stessa commissione AINK lo onora del grado di Maestro e del 5° dan.
Ha, tramite le palestre da lui dirette, formato diverse cinture nere (fra le quali si annoverano anche dei campioni internazionali) e diversi arbitri.
Ha ricoperto, nel Consiglio Direttivo dell’AINK, la carica di Giudice Sportivo ed e’ attualmente il Capo degli Arbitri.


ROBERTO RONDANINI: nasce a Busto Arsizio (VA) il 15 luglio 1968 e inizia la pratica del Nippon Kempo nel 1985 presso la palestra CSG di Busto Garolfo (MI).
Ottiene la carica di istruttore nel 1992 e il grado di arbitro nel 1996.
Dal 1997 riveste la carica di Presidente di Giuria.
Nel 1999 ha ottenuto il 3° dan e nel 2004 viene insignito del 4°dan.

Fra le persone che meritano una menzione particolare nell’ambiente del Nippon Kempo è d’obbligo citare:
Piazza Andrea, 4° dan, istruttore, arbitro e Giudice Sportivo in carica;
Sina Mario, 4° dan, istruttore, ex capo arbitro, gran promotore e divulgatore della nostra disciplina;
Bernardinis Glauco, Martin Dario, Giordano Piero, Polin Giovanni, Guccione Roberto, Canovi Mauro, Conconi Roberto, Villa Marco, Borsani Diego e Franchetto Luca.
Essi, tutti aventi un grado minimo di 3° dan, spesso ottenuto per meriti agonistici, partecipando a vari campionati mondiali giapponesi, a manifestazioni europee ed internazionali, hanno contribuito ad elevare il grado tecnico e l’importanza del Nippon Kempo sia in Italia che nel resto del mondo.




                               


Risultati nazionali ed internazionali


Campionato Italiano:  1984-Gallarate (VA)
                                                        
                                              1° class. Kg. 63  Formaio Graziano
                                              1° class. Kg. 73  Bernardinis Glauco
                                              1° class. Kg.+73  Bagnaschi Dino

                       
                                             1986-Busto Garolfo (MI)
                        
                                             1° class. Kg. 63  De Cicco Luigi
                                             1°  class. Kg. 73 Serra Fabiano
                                             1° class. Kg.+73  Sina Mario
                       
                       
                                            1989-Cassano Magnago (VA)
                       
                                            1° class.  Open   Bernardinis Glauco 

                       
                                            1995-Cassano Magnago (VA)
                       
                                            1° class. Kg. 73 Marcellino Santino
                                            1° class. Kg.+73 Giordano Piero
                      

                                           1999-Fiera del Fitness (Rimini)
 
                                           1° class.  Cat. Open  Polin Giovanni

Trofeo Nestore Benatti alla memoria: 

                        1a ed. 1990  Martin Dario

                        2a ed. 1991  Giordano Piero

                        3a ed. 1992  Allievi Fabio

                        4a ed. 1993  Giordano Piero

                        5a ed. 1994  Giordano Piero

                        6a ed. 1995  Giordano Piero

                        7a ed. 1996  Giordano Piero

                        8a ed. 1997  Polin Giovanni

                        9a ed. 1998  Giordano Piero

                       10a ed. 2000  Villa Marco

                       11a ed. 2002  Villa Marco



Championship of London Nippon Kempo:

                         1992 2° class. Giordano Piero



Trofeo Internazionale Sawayama:       

                         1996 2a ed. Saint Die, FRANCIA

                             cat. Open   1° class. Canovi Mauro
                                               2° class. Martin Dario
                                               3° class. Polin Giovanni   
                        
                         1997 3a ed. Raon l’Etape, FRANCIA

                             cat. Open   1° class. Polin Giovanni
                                               2° class. Giordano Piero
                                               3° class. Di Benedetto Antonio
                         
                         1999 4a ed. Saint Die, FRANCIA

                              cat. Open 1° class. Canovi Mauro
                                              2° class. Borsani Diego
                                              3° class. Giordano Piero



Triangolare Internazionale Giappone, Francia, Italia:

                          1999 Palalido di Milano
                             
                               individuale cat. Open
                                                                 1° class. Canovi Mauro
                                                                 2° class. Conconi Roberto
                                                                 3° class. Hirata Naoto
                              
                               a squadre cat. Open
                                                              1a class. Giappone
                                                              (Irata Naoto, Takeuchi   Tuichi,
                                                               Ichikawa Irotaka, Fukui Masako,
Tamanaka Jun)
    
                                                                      2a class. Italia                     
                                                             (Canovi Mauro, Conconi Roberto, 
                                                              Villa Marco, Borsani Diego, Nardon Nicola)
                                       
                                                             La Francia ha rinunciato per infortunio

Trofeo Internazionale Città’ del Messico:

                           2001 Città del Messico (Messico)
                                     
                                cat. Kg. 63
                                      1° class. Messico
                                      2° class. Franchetto Luca (Italia)
                                      3° class. Messico
                               
                                cat. Kg. 73
                                      1° class. Rachid Bensalah (Francia)
                                      2° class. Alexis Ulmer (Francia)
                                      3° class. Lopez Orche (Messico)

                                cat. Kg.+73
                                      1° class. Villa Marco (Italia)
                                      2° class. Gorlini Marco (Italia)
                                      3° class. Messico


European Championship Tournament:

                           1998 1a ed. Cassano Magnago (VA)

                           cat. Open  1° class. Polin Giovanni (Italia)
                                             2° class. Douglas Lee (Inghilterra)
                                             3° class. Giordano Piero (Italia)                                   
  
                           2000 2a ed. Saint Marguerite (Francia)

                            cat. Open  1° class. Nakabayashi (Francia)
                                             2° class. Alex Ulmer (Francia)
                                             3° class. Villa Marco (Italia)


                           2002 3a ed. Londra (Inghilterra)
                               
                            cat. Open  1° class. Franchetto Luca (Italia)
                                             2° class. Calandrino Giancarlo (Italia)
                                             3° class. Villa Marco (Italia)


Dal 1987, tutti gli anni, l’AINK iscrive due atleti, fra i più meritevoli, al campionato giapponese “Nippon Kempo International Tournament” che si disputa a Tokyo in Giappone.
Il risultato migliore raggiunto da un atleta italiano e’ stato quello di Piero Giordano che, nel 1994, si e’ aggiudicato il 2° gradino del podio.
Nel 1987, invece, l’atleta Bernardinis Glauco si e’ aggiudicato il riconoscimento come miglior combattente del torneo.




  

Recapito della federazione



AINK Associazione Italiana Nippon Kempo,
(riconosciuta dalle Federazioni Giapponesi Nippon Kempo Remmai, Tokyo e Nippon Kempo Kai, Osaka)
Via Udine, 2 – 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331/798102
Sito Internet www.nipponkempo.it
e-mail info@nipponkempo.it