Il Nippon Kempo è presente nel mondo con le seguenti
federazioni:
- Nippon Kempo KAI, Osaka (Giappone);
- Nippon Kempo RENMEI, Tokyo (Giappone);
- Nippon Kempo KYOKAI, Tokyo (Giappone);
- Nippon Kempo MEXICO, Città del Messico;
- Association of Nippon Kempo U.K., Londra (Inghilterra);
- Association Nippon Kempo France, Saint Die (Francia);
- American Association of Nippon Kempo, Los Angeles
(USA);
- Associazione Italiana Nippon Kempo, Gallarate, Varese
(Italia).
Le sopra citate federazioni sono in continuo contatto,
lavorando e collaborando per la divulgazione di questa disciplina.
In Italia il Nippon Kempo approda negli anni ’70
grazie alla conoscenza personale del Maestro Armando Santambrogio di atleti
internazionali.
Alla fine degli anni ’70 il Maestro Santambrogio,
dopo aver già insegnato le prime nozioni dell’Arte marziale, ospitava
per alcuni mesi nella sua palestra di Gallarate (Fuji Yama) il Maestro Toshio
Koike.
Dopo di lui un altro Maestro, Hicoichi Tokumitsu,
affiancato dallo stesso M. Santambrogio, consolidava l’insegnamento del
Nippon Kempo affinando il livello tecnico nei kata e nel combattimento.
Nel 1982 il M. Santambrogio decise di dar vita ad
un’associazione con l’ausilio delle prime cinture nere da lui formate.
Dopo circa un anno nasceva l’AINK (Associazione
Italiana Nippon Kempo) con regolare atto costitutivo e statuto, registrato
il 2 luglio 1986.
Il primo consiglio direttivo era cosi’ composto:
- Presidente
Sig. Santambrogio Armando;
- Vice presidente
Sig. Gnocchi Franco;
- Direttore Tecnico Sig. Sinigaglia
Daniele;
- Segretaria
Sig.ra Vanetti Ileana;
- Economa
Sig.ra Binetti Idalia;
- Consiglieri
Sig.ri Benatti Nestore, Cappai Giorgio, Sanguin Marco,
Destro
Daniele, Bagnaschi
Bernardino, Stefanuto Giovanni.
Una citazione particolare merita di essere fatta
per due persone che hanno avuto molta importanza nella diffusione del Nippon
Kempo.
La prima e’ per il Maestro Sinigaglia Daniele il
quale per molti anni ha operato come direttore tecnico e organizzatore
nell’AINK.
La seconda e’ per il Maestro Guccione Giovanni,
il quale ha contribuito anch’egli in modo lodevole all’insegnamento del
Nippon Kempo ed ha ricoperto la carica di direttore tecnico, entrando
nel Consiglio Direttivo della Federazione nell’anno 1989, succedendo al
Maestro Sinigaglia.
I segnali dell’avvenuta affermazione del Nippon
Kempo, nel panorama sportivo italiano, si sono notati anche grazie a menzioni
in articoli e servizi su giornali e riviste di settore quali SAMURAI, Varese
Sport ed anche attraverso apparizioni televisive.
Fra queste sono state molto apprezzate dal pubblico
le manifestazioni riprese e trasmesse da Antenna 3 Lombardia, Rai International
ed Italia 1.
La Federazione giapponese NIPPON KEMPO RENMEI di
Tokyo, avallata dalla Federazione NIPPON KEMPO KAI di Osaka, visto l’alto
e pregevole livello tecnico raggiunto dagli atleti italiani, da la facoltà
alla commissione tecnica dell’AINK di promuovere, con regolare diploma
giapponese, e far compiere i passaggi di dan, anche agli atleti che non
si sono recati in Giappone.
Spirito e valori della disciplina
Il Nippon Kempo è un’arte marziale che, nonostante
la sua modernità,
conserva lo spirito ed i valori delle antiche forme di combattimento
dei samurai.
Il saluto e’ parte fondamentale del Nippon Kempo.
Il REI (KEIRAI = saluto, inchino) è fatto ogni volta
all’inizio e alla fine di ogni lezione, tutte le volte che si comincia
o si finisce un esercizio o un kata ed è un’espressione di rispetto,
cortesia, umiltà e educazione.
Ha il compito fondamentale di vincere la prima lotta, quella
contro se stessi.
Non meno importante e’ un altro gesto, di antiche origini,
ed e’ il MOKUSO, la meditazione taciturna (qualche decina di secondi o più)
che ha luogo all’inizio e alla fine di ogni lezione ed ha il compito fondamentale
di lasciare all’esterno del Dojo tutto ciò che potrebbe impedire
una buona lezione.
Nel Dojo si entra scalzi dopo aver lasciato le proprie calzature
in bell’ordine, disposte con la punta verso l’uscita; si passa la soglia
con il piede sinistro entrando, col piede destro all’uscita, ed entrati
si esegue il saluto con l’inchino.
Questo ha la funzione di marcare il passaggio interiore da
un’attitudine mentale ad un'altra, solo cosi’ si può imparare meglio.
Il Nippon Kempo e’ un’arte marziale composta da KATA (forma)
e KUMITE o SHIAI (combattimento): e’ indispensabile praticare entrambe
queste due cose per arrivare ad un livello accettabile di conoscenza.
I KATA sono un modello, una forma ben precisa da seguire,
in quasi tutte le arti marziali sono praticati, e sono il compendio dei
movimenti più importanti del Nippon Kempo.
Si pratica singolarmente, a coppie, a tre e quattro persone
e sono imparati in ordine progressivo secondo la loro difficoltà.
Un KATA e’ una forma di allenamento molto importante, rigorosa
e codificata per poter trasmettere di generazione in generazione la tecnica,
lo spirito e gli scopi del Nippon Kempo.
I KATA riassumono al loro interno tecniche di SHINTAI (spostamenti),
ATEMI (colpi), KUMI (prese), UKETE (parate), NAGE WAZA (proiezioni) e KANSEZU
WAZA (leve o lussazioni).
I KATA sono ottimi esercizi per il fisico ma non solo, sono
un insieme di rapidità e precisione e tendono alla ricerca della
perfezione gestuale e sono l’anima del Nippon Kempo.
Solo il combattimento non forma un buon allievo.
In ogni lezione qualcosa del KATA deve passare allo SHIAI
(posizione, respirazione, armonia, distanza e velocità) e viceversa
dallo SHIAI ai KATA (decisione, potenza, tempo e continuità dell’azione).
Nei KATA come nei KUMITE bisogna muoversi con fluidità
e potenza, muovendosi velocemente ed armoniosamente.
Il NIPPON KEMPO è una pratica pura ed originale per
penetrare a fondo gli aspetti fisici, mentali e spirituali delle arti marziali,
alla cui base vi sono la riconoscenza ed il rispetto degli altri.
Uomini e donne che attraverso l’esercizio raggiungeranno la
forza dello spirito e della mente non utilizzeranno le tecniche apprese
a fini aggressivi.
Regolamenti e strategie
L’AINK (Associazione Italiana Nippon Kempo) ha un
suo regolamento, redatto nella sua ultima versione nel 2001.
Le cariche, conferite dall’assemblea dei soci con votazione,
sono le seguenti:
- Presidente
- Direttore tecnico
- Presidente di giuria
- Arbitro generale
- Giudice sportivo
- Segretario
Una volta elette, le stesse, nominano la Commissione Tecnica,
la Commissione d’Esame e la Commissione Arbitrale.
Le cariche durano due anni, salvo casi di dimissione, di revoca
da parte del consiglio direttivo o di decadenza delle stesse.
Il Presidente è il maggior organo dell’Associazione,
presiede il Consiglio Direttivo ed è responsabile di tutte le attività
svolte in seno all’associazione.
Il Direttore Tecnico è il responsabile della tecnica
e a lui compete tutto ciò che la riguarda, indice e tiene corsi
di aggiornamento e di formazione per gli Insegnanti Tecnici.
Il Presidente di Giuria coordina ed è responsabile
di tutto ciò che riguarda le competizioni.
L’Arbitro Generale (o Capo Arbitro) presiede la Commissione
Arbitrale, indice e tiene corsi di formazione e aggiornamento per Arbitri
ed Aspiranti Arbitri ed è responsabile dell’applicazione tecnica
e morale del regolamento durante le gare.
Il Giudice Sportivo decide su tutte le infrazioni disciplinari
segnalate dal Consiglio Direttivo. Ha la facoltà di svolgere ulteriori
atti istruttori in aggiunta a quelli del Consiglio ed ha la possibilità
di procedere autonomamente se non condivide le richieste formulate dal Direttivo.
Il Segretario tiene la contabilità dell’Associazione,
presiede alle riunioni curando la stesura dei verbali e la loro conservazione.
Con la frequentazione di appositi corsi e il superamento di
esami severi si possono ottenere diverse qualifiche: Allenatore, Istruttore
ed Arbitro. L’unico riconoscimento ottenibile senza esami è quello
di Maestro, ed è esclusivo potere della commissione tecnica poterlo
assegnare.
Per gli allievi sono previsti degli esami per il passaggio
di grado e per ogni livello e’ previsto un minimo di ore di pratica (non
cumulabili) per poter ottenere l’attestato:
da cintura bianca a gialla
45 ore di lezione;
da cintura gialla ad arancio
45 ore di lezione;
da cintura arancio a verde
60 ore di lezione;
da cintura verde a blu
60 ore di lezione;
da cintura blu a marrone
90 ore di lezione;
Ogni Istruttore può esaminare i propri allievi fino
al grado di 1°kyu (cintura marrone) mentre per l’assegnazione dal 1°
al 3° dan (cintura nera) o l’attestato di Istruttore è prevista
un’apposita riunione della Commissione Tecnica.
Per essere ammessi a tali esami è necessario possedere
i seguenti requisiti:
-per 1°dan : aver compiuto il 18° anno di età
ed avere all’attivo almeno 150 ore di lezione (un anno dopo la cintura marrone);
-per 2°dan : essere 1°dan da almeno due anni ed aver
compiuto 21 anni;
-per 3°dan : essere 2°dan da almeno quattro anni
ed aver compiuto 26 anni;
-per 4°dan : essere 3° dan da almeno cinque anni ed
aver compiuto 32 anni.
Dal quarto dan in poi i gradi vengono rilasciati senza esami
dalla Commissione Tecnica.
Essendoci la possibilità di ottenere gradi anche per
meriti agonistici (nelle gare) il massimo grado ottenibile nelle competizioni
e il 3°dan.
Impianti, abbigliamento e attrezzature
La stragrande maggioranza delle palestre dove si
pratica il Nippon Kempo e ubicata nelle provincie di Varese, Como e Milano,
ed esistono alcune scuole anche a Roma.
E’ necessaria una materassina (TATAMI) simile o uguale a quella
dello Judo per permettere, oltre che il combattimento in piedi, anche
le proiezioni ed il combattimento a terra. Infatti la particolarità
del Nippon Kempo e’ quella di essere un combattimento totale: pungi, calci,
leve, ginocchiate e proiezioni in piedi e pugni, leve e ginocchiate anche
a terra, con l’ausilio di speciali protezioni (corazze).
Le corazze sono composte da una maschera con griglia metallica
di protezione per il viso, molto ben imbottita nella parte a contatto con
la testa e trattenuta mediante delle resistenti corde.
E’ necessario indossare anche un cappellino o un asciugamano
sulla testa ed un drappo (di colore bianco) sul mento per poter avere una
perfetta protezione del capo e rendere innocui colpi altrimenti pericolosi.
Il corpo e’ protetto da un corazza imbottita, legata al corpo
saldamente ma non in maniera da impedire la piena mobilita’ del tronco,
contiene al suo interno uno scudo di plexiglas o materiale metallico flessibile
ed e’ rivestita di pelle nella parte esposta ai colpi.
Per proteggere le mani s’indossano guantoni da boxe e le gambe
sono protette da paratibie e scarpette che permettono di colpire in maniera
potente anche tramite i calci.
Per ultima, ma non meno importante, s’indossa una conchiglia
per proteggere i genitali, anch’essa imbottita e legata tramite corde alla
vita.
Il Nippon Kempo si pratica nel DOJO (DO = via; JO = luogo),
“il luogo dove viene praticata la Via”: uno spazio non dove ci si allena
ma un luogo sacro che anticamente veniva chiamato “spazio dell’illuminazione”.
Il concetto di DOJO proviene dal Buddismo e, nel Giappone
dei Samurai, indicava il luogo dell’isolamento e della meditazione. Più
tardi cambiò significato e venne usato per indicare il luogo dove
vengono esercitate le arti marziali.
Il Nippon Kempo si pratica con un kimono specifico, il KEMPOGI
(GI = bianco), composto da una giacca (UWAGI) e da un paio di pantaloni
(ZUBON) di cotone bianco e da una cintura (OBI) il cui colore indica il
grado del praticante.
La successione dei gradi e’ divisa in KYU e DAN come quasi
tutte le arti marziali giapponesi.
Caratteristiche delle gare
Si possono praticare competizioni sia di Kata sia
di Shiai ed è sempre obbligatorio l’uso del Kempogi, di colore bianco
con le maniche lunghe fino ai polsi ed i pantaloni lunghi fino alle caviglie.
Lo stesso deve essere di buon aspetto, inodore e di buona
resistenza e non sono ammesse altre divise, pena la squalifica.
Le corazze, nelle gare di Shiai, devono essere del tipo riconosciuto
dall’AINK, complete di maschera, piastra, conchiglia e guanti da 8-10-12
once di colore nero.
Per le cinture colorate sono obbligatori paratibie lunghi
che coprano anche i piedi.
Le protezioni e gli indumenti di gara devono essere di colore
bianco o prevalentemente bianco e non sono ammesse protezioni rigide (oltre
alla corazza).
Nelle gare di kata e’ necessario disporre di una materassina
che abbia almeno misure di mt. 8x8 ed uno spessore di cm. 3 come minimo.
A questo tipo di competizione è ammessa la partecipazione
senza limiti d’età.
Gli atleti eseguono sempre almeno due kata e solo un terzo
in caso parità.
Il vincitore è decretato in base alla somma del punteggio
che i tre arbitri assegnano, moltiplicato per un coefficiente di difficoltà
stabilito dalla Commissione Tecnica.
Alle gare di SHIAI possono partecipare atleti che abbiano
raggiunto la maggiore età, di sesso sia maschile sia femminile
(non assieme ma in competizioni separate) e non abbiano compiuto i 36 anni.
Si possono svolgere competizioni sia a squadre sia individuali.
Nel caso di gare individuali si possono avere competizioni
con o senza limiti di peso e la tipologia classica e’ definita SANBON SHOBU.
In essa il combattimento dura tre minuti e l’incontro, oltre
che in casi d’irregolarità o infortunio, è interrotto quando
uno dei due atleti si aggiudica due IPPON.
Nel caso di gare a squadre il numero degli atleti può
variare da un minimo di quattro ad un massimo di dodici persone e la vittoria
si assegna al gruppo che colleziona il maggior numero di ippon nel tempo
stabilito per la competizione (da 10 a 45 minuti).
Tecnica e allenamento
L’allenamento non richiede particolari doti fisiche
ma soltanto buona volontà e voglia di imparare.
Lo svolgimento delle sedute di lezione e’ mediamente di circa
un ora e mezza per due o massimo tre volte la settimana per i non agonisti.
Per gli atleti che praticano gare di SHIAI sono previsti allenamenti
supplementari organizzati di volta in volta secondo le necessita’.
Molto importante e’ il riscaldamento e la pratica dello stretching
come fase preparatoria all’allenamento vero e proprio che si svolge prediligendo
lo studio delle tecniche, ripetute da soli o a coppie.
Viene evitato, per motivi di sicurezza, il combattimento senza
protezioni fra gli allievi principianti.
Nel caso di atleti esperti c’è la possibilità
di provare le tecniche con il metodo dello “sparring condizionato” o addirittura
provare realmente le nozioni imparate vestendo direttamente la corazza
protettiva.
Le grandi manifestazioni
La più importante manifestazione a livello
mondiale e’ il “Nippon Kempo International Championship Tournament” che
viene disputata a Tokyo, ogni anno, da circa tre decenni.
Dal 1998 si svolgono, ogni due anni, i “Campionati Europei
FENKA” arrivati alla terza edizione.
Una menzione particolare va fatta per il “Trofeo Nestore Benatti
alla memoria”.
Arrivati alla 11a edizione, ogni anno raggruppa i migliori
atleti italiani e viene organizzato in ricordo di Nestore Benatti, ottima
cintura nera 3° dan, deceduto insieme alla sua famiglia, a 36 anni,
nel 1989 per esalazioni di ossido di carbonio.
Nel 2003 e’ prevista una gara intercontinentale a Sainte Margarite
in Francia.
Terminologia essenziale
TSUKI = pugni
KERI = calci
KAMAE = posizione di guardia
SHINTAI = spostamenti
UKETE = parate
UKEMI = cadute
KATA = forma
NAGE WAZA = tecniche di proiezione
KANSETSU WAZA = tecniche di lussazione
ASHI = piede
MAE = avanti
USHIRO = indietro
KOSHI = anca
TE = mani
HIZA = ginocchio
O = grande
KO = piccolo
DO = via
Brevi biografie
Maestro FRANCO GNOCCHI: nato il 7
maggio 1945 è il maggior rappresentante del Nippon Kempo in Italia,
essendo stato insignito del 6° dan direttamente dalle federazioni giapponesi.
Ha ottenuto il 1° dan nel 1983, il 2° nel 1986, il
3° nel 1987 ed il 4° nel 1989.
Nel 1994 ha ricevuto direttamente il 6° dan e nel 2003 il 7° ,per meriti
internazionali, avendo contribuito alla diffusione dell’arte marziale non
solo in Italia ma anche nel resto d’Europa, soprattutto in Francia.
Ha sempre operato ai vertici dell’AINK, dapprima come vicepresidente,
poi nel 1986 come presidente.
Nel 1992 lascia la presidenza per motivi personali, ma rimane
a presiedere la Commissione d’esame, per poi venire rieletto nel 2002.
Ha il merito di aver saputo compiere, e compie tuttora, un
ottimo lavoro di coordinamento tra i vari dirigenti ed atleti ed ha sempre
posto molta attenzione al settore tecnico, creando un ambiente dove lealtà
e marzialità primeggiano su ogni altra cosa.
Accompagna regolarmente alle competizioni internazionali gli
atleti selezionati ed e’ sempre presente in prima persona ad ogni manifestazione
di Nippon Kempo.
Il campionato mondiale che si svolge in Giappone lo ha visto
presente nove volte.
Mantiene costantemente i contatti con tutte le federazioni
internazionali di Nippon Kempo esistenti compiendo una seria ed importantissima
divulgazione dell’Arte Marziale.
Maestro DARIO BRUSAFERRI: nato il 2 maggio 1954, ha
iniziato a praticare il Nippon Kempo nel 1975.
Nel 1980 ottiene il 1° dan, nel 1983 il 2° dan e nel
1989 diviene istruttore.
Nel 1992 gli vengono attribuiti il 3° dan, la qualifica
di Maestro e viene eletto presidente dell’AINK rimanendo in carica fino
al 2001.
Nel 1994 la federazione giapponese gli riconosce direttamente
il 5° dan.
Nel 2004 la federazione Italiana Nippon Kempo gli
riconosce il 6° dan.
Con la collaborazione delle federazioni italiane, francesi
ed inglesi e’ uno dei fondatori della FENKA (Federation European Nippon
Kempo Association).
E’ attualmente il vice Presidente della federazione e membro
della commissione tecnica.
Maestro GIOVANNI STEFANUTO: nasce a Busto Arsizio (VA)
il 2 aprile 1960 ed inizia la pratica del Nippon Kempo nel 1978.
Ha conseguito il 1° dan e la qualifica di allenatore nel
1982.
Nel 1984 consegue il 2° dan, diviene Istruttore e si classifica
secondo ai campionati italiani.
Nel 1989 ha il 3° dan e diventa Capo Arbitro.
Nel 1992 è Presidente di Giuria.
Nel 1996 prende il 4° dan e viene eletto Direttore Tecnico.
Nel 2000 viene insignito della carica di Maestro.
Nello stesso anno si reca in Giappone per uno stage di aggiornamento
e la federazione giapponese Nippon Kempo Renmei/Kai gli conferisce il 5°
dan e nel 2004 l'AINK gli riconosce il 6° dan.
GIULIANO CORSO: nato il 27 settembre 1962, nel 1985
scopre il Nippon Kempo seguendo gli insegnamenti del Maestro Sinigaglia
Daniele ed inizia la sua attività in quest’affascinante arte marziale
che a tutt’oggi lo vede fra i massimi esperti.
Ottiene il 1° dan nel 1987, dopo soli due anni dall’inizio
dell’attività.
Nel 1992 viene insignito del 2° dan ed ottiene la qualifica
di istruttore e di arbitro.
Nel 1997 ottiene il 3° dan.
Nel 2001 gli viene assegnato, dalla Commissione Tecnica, il
4° dan per aver contribuito in maniera meritevole alla crescita del
Nippon Kempo e nel 2004 la stessa commissione AINK lo onora del grado di
Maestro e del 5° dan.
Ha, tramite le palestre da lui dirette, formato diverse cinture
nere (fra le quali si annoverano anche dei campioni internazionali) e
diversi arbitri.
Ha ricoperto, nel Consiglio Direttivo dell’AINK, la carica
di Giudice Sportivo ed e’ attualmente il Capo degli Arbitri.
ROBERTO RONDANINI: nasce a Busto Arsizio (VA) il 15
luglio 1968 e inizia la pratica del Nippon Kempo nel 1985 presso la palestra
CSG di Busto Garolfo (MI).
Ottiene la carica di istruttore nel 1992 e il grado di arbitro
nel 1996.
Dal 1997 riveste la carica di Presidente di Giuria.
Nel 1999 ha ottenuto il 3° dan e nel 2004 viene insignito del
4°dan.
Fra le persone che meritano una menzione particolare nell’ambiente
del Nippon Kempo è d’obbligo citare:
Piazza Andrea, 4° dan, istruttore, arbitro e Giudice Sportivo
in carica;
Sina Mario, 4° dan, istruttore, ex capo arbitro, gran
promotore e divulgatore della nostra disciplina;
Bernardinis Glauco, Martin Dario, Giordano Piero, Polin Giovanni,
Guccione Roberto, Canovi Mauro, Conconi Roberto, Villa Marco, Borsani Diego
e Franchetto Luca.
Essi, tutti aventi un grado minimo di 3° dan, spesso ottenuto
per meriti agonistici, partecipando a vari campionati mondiali giapponesi,
a manifestazioni europee ed internazionali, hanno contribuito ad elevare
il grado tecnico e l’importanza del Nippon Kempo sia in Italia che nel resto
del mondo.
Risultati nazionali ed internazionali
Campionato Italiano: 1984-Gallarate
(VA)
1° class. Kg. 63 Formaio Graziano
1° class. Kg. 73 Bernardinis Glauco
1° class. Kg.+73 Bagnaschi Dino
1986-Busto Garolfo (MI)
1° class. Kg. 63 De Cicco Luigi
1° class. Kg. 73 Serra Fabiano
1° class. Kg.+73 Sina Mario
1989-Cassano Magnago (VA)
1° class. Open Bernardinis Glauco
1995-Cassano Magnago (VA)
1° class. Kg. 73 Marcellino Santino
1° class. Kg.+73 Giordano Piero
1999-Fiera del Fitness (Rimini)
1° class. Cat. Open Polin Giovanni
Trofeo Nestore Benatti alla memoria:
1a ed. 1990 Martin Dario
2a ed. 1991 Giordano Piero
3a ed. 1992 Allievi Fabio
4a ed. 1993 Giordano Piero
5a ed. 1994 Giordano Piero
6a ed. 1995 Giordano Piero
7a ed. 1996 Giordano Piero
8a ed. 1997 Polin Giovanni
9a ed. 1998 Giordano Piero
10a ed. 2000 Villa Marco
11a ed. 2002 Villa Marco
Championship of London Nippon Kempo:
1992 2° class. Giordano Piero
Trofeo Internazionale Sawayama:
1996 2a ed. Saint Die, FRANCIA
cat. Open 1° class. Canovi Mauro
2° class. Martin Dario
3° class. Polin Giovanni
1997 3a ed. Raon l’Etape, FRANCIA
cat. Open 1° class. Polin Giovanni
2° class. Giordano Piero
3° class. Di Benedetto Antonio
1999 4a ed. Saint Die, FRANCIA
cat. Open 1° class. Canovi Mauro
2° class. Borsani Diego
3° class. Giordano Piero
Triangolare Internazionale Giappone, Francia, Italia:
1999 Palalido di Milano
individuale cat. Open
1° class. Canovi Mauro
2° class. Conconi Roberto
3° class. Hirata Naoto
a squadre cat. Open
1a class. Giappone
(Irata Naoto, Takeuchi Tuichi,
Ichikawa Irotaka, Fukui Masako, Tamanaka Jun)
2a class. Italia
(Canovi Mauro, Conconi Roberto,
Villa Marco, Borsani Diego,
Nardon Nicola)
La Francia
ha rinunciato per infortunio
Trofeo Internazionale Città’ del Messico:
2001 Città del Messico (Messico)
cat. Kg. 63
1° class. Messico
2° class. Franchetto Luca (Italia)
3° class. Messico
cat. Kg. 73
1° class. Rachid Bensalah (Francia)
2° class. Alexis Ulmer (Francia)
3° class. Lopez Orche (Messico)
cat. Kg.+73
1° class. Villa Marco (Italia)
2° class. Gorlini Marco (Italia)
3° class. Messico
European Championship Tournament:
1998 1a ed. Cassano Magnago (VA)
cat. Open 1° class. Polin Giovanni
(Italia)
2°
class. Douglas Lee (Inghilterra)
3°
class. Giordano Piero (Italia)
2000 2a ed. Saint Marguerite (Francia)
cat. Open 1° class. Nakabayashi (Francia)
2° class. Alex Ulmer (Francia)
3° class. Villa Marco (Italia)
2002 3a ed. Londra (Inghilterra)
cat. Open 1° class. Franchetto Luca (Italia)
2° class. Calandrino Giancarlo (Italia)
3° class. Villa Marco (Italia)
Dal 1987, tutti gli anni, l’AINK iscrive due atleti,
fra i più meritevoli, al campionato giapponese “Nippon Kempo International
Tournament” che si disputa a Tokyo in Giappone.
Il risultato migliore raggiunto da un atleta italiano
e’ stato quello di Piero Giordano che, nel 1994, si e’ aggiudicato il 2°
gradino del podio.
Nel 1987, invece, l’atleta Bernardinis Glauco si e’
aggiudicato il riconoscimento come miglior combattente del torneo.
Recapito della federazione
AINK Associazione Italiana Nippon Kempo,
(riconosciuta dalle Federazioni Giapponesi Nippon Kempo Remmai, Tokyo
e Nippon Kempo Kai, Osaka)
Via Udine, 2 – 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331/798102
Sito Internet www.nipponkempo.it
e-mail info@nipponkempo.it